(TAR Sardegna, Sez. I, 19.08.2016, n. 709)

A seguito di apposito avviso per la concessione dei contributi regionali di cui al “Fondo unico per l’integrazione dei fondi rischi di consorzi di garanzia fidi”, istituito con L.R. 14/2015, la ricorrente ha presentato domanda di partecipazione e all’esito del procedimento si è collocata al terzo posto della graduatoria finale.

La società ha quindi impugnato la determinazione di approvazione della graduatoria e le clausole del disciplinare ritenute difformi dal dettato normativo di cui alla L.R. 14/2015.

Il T.a.r. Sardegna ha ritenuto infondate tutte le censure dedotte in ricorso.

La prima, in quanto “la lex specialis di selezione contemplava criteri di valutazione assolutamente precisi, completi ed esenti da vizi logici estrinsecamente rilevabili, per cui la Regione -nell’effettuare le proprie valutazioni- ha operato in un quadro di esaurienti garanzie prestabilite, idoneo a scongiurare ogni possibile violazione del principio di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa: i criteri fissati in apice dal Disciplinare (si legga l’Appendice A dello stesso) erano così dettagliati da poter tranquillamente “guidare” le successive operazioni valutative in termini pressoché matematici, il che rendeva, a quel punto, sostanzialmente superflua un’analitica esposizione del percorso logico utilizzato dall’Amministrazione”.

La seconda, poiché “la distinzione tra confidi vigilati e non, su cui la difesa di Sardafidi si sofferma in modo particolare, assume rilievo ad altri fini normativi ma non è direttamente presa in considerazione dalla l.r. n. 14/2015, che individua nei seguenti termini i criteri di valutazione dei confidi nell’assegnazione dei contributi regionali […]: “la dimensione, lo sviluppo e la qualità delle garanzie, l’adeguatezza patrimoniale, l’economicità, l’efficienza della gestione”[…].

In particolare “appare del tutto plausibile quanto evidenziano le difese di controparte circa il fatto che esistono confidi che non sono soggetti alla Vigilanza ma che hanno dotazioni patrimoniali anche molto consistenti: si tratta di confidi che sono, pertanto, molto solidi e altamente liquidi”.

L’altro profilo di doglianza ascrivibile al secondo motivo di ricorso riguarda la ritenuta illogicità e imprecisione del parametro valutativo basato sulla “sofferenza” […].

“Ma neppure queste argomentazioni meritano di essere condivise, se non altro perché l’inserimento nei singoli contratti di franchigie e tetti massimi di responsabilità -se, indubbiamente riduce la potenziale esposizione debitoria del confido- può, altresì, tradursi in una minore efficacia dell’azione di sostegno del credito affidata ai confidi, che si fonda certamente, e prima di tutto, sulla pienezza della garanzia dagli stessi assicurata all’istituto finanziatore” […].

La terza censura, infine, è stata dichiarata infondata in quanto, come già evidenziato in relazione ai precedenti motivi “i criteri di valutazione stabiliti dalla lex specialis della selezione sono da considerarsi completi ed esaustivi, come tali conformi alle previsioni normative di riferimento”.

Leggi la sentenza:
TAR Sardegna, Sez. I, 19.08.2016, n. 709

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