(T.a.r. Sardegna, Sez. I, 5.3.2019, n. 196)

Con la sentenza n° 196/2019, il T.a.r. Sardegna ha respinto l’impugnazione  avverso l’aggiudicazione di una gara d’appalto relativa al “Progetto di gestione, ampliamento e integrazione del sistema bibliotecario “Sarcidano-Barbagia di Seulo”.

In particolare il T.a.r. Sardegna, relativamente alla contestazione circa la mancata esclusione dell’aggiudicataria per anomalia dell’offerta, ha precisato che “Per giurisprudenza consolidata, il giudizio di anomalia è costituito da una valutazione di carattere globale e sintetico dell’offerta e ha ad oggetto la sua complessiva affidabilità “…senza concentrarsi esclusivamente ed in modo parcellizzato sulle singole voci, dal momento che l’obiettivo dell’indagine è l’accertamento dell’affidabilità dell’offerta nel suo complesso e non già delle singole voci che la compongono…” (da ultimo, Consiglio di Stato, sez. III, n. 1278/18).

Di conseguenza, quand’anche trovassero riscontro i rilievi in ordine alle singole voci dell’offerta oggetto di contestazione, ciò non legittimerebbe l’adozione del giudizio di globale inaffidabilità dell’offerta che la ricorrente pretende oggi di ottenere.”.

Per quanto concerne la censura afferente all’eccesso di potere per difetto di motivazione -in quanto i punteggi assegnati alle singole componenti dell’offerta tecnica sarebbero espressi mediante la sola indicazione numerica -senza il supporto di una motivazione discorsiva che spieghi o giustifichi l’assegnazione degli stessi- il medesimo T.a.r. ha richiamato l’orientamento del Consiglio di Stato secondo cui “nelle gare pubbliche, e relativamente a quanto attiene alla valutazione delle offerte, il punteggio numerico espresso sui singoli oggetti di valutazione opera alla stregua di una sufficiente motivazione quando l’apparato delle voci e sottovoci fornito dalla disciplina della procedura, con i relativi punteggi, è sufficientemente chiaro, analitico e articolato, sì da delimitare adeguatamente il giudizio della Commissione nell’ambito di un minimo e di un massimo, e da rendere con ciò comprensibile l’iter logico seguito in concreto nel valutare i singoli progetti in applicazione di puntuali criteri predeterminati, permettendo così di controllarne la logicità e la congruità, con la conseguenza che solo in difetto di questa condizione si rende necessaria una motivazione dei punteggi numerici (Consiglio di Stato, sez. V, n. 2051/18)”.

Leggi la sentenza:

T.a.r. Sardegna, Sez. I, 5.3.2019, n. 196

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