(Consiglio di Stato, Sez. IV, 14 giugno 2022, n. 4831)

La Quarta Sezione del Consiglio di Stato (Presidente Vito Poli, Estensore Silvia Martino), con ampia e articolata motivazione, ha confermato la sentenza di primo grado pronunciata dal Tar Sardegna n. 740/2021, anzitutto rilevando che:

– ai sensi dell’art. 80, co. 5, lett. c), d.lgs. 50/2016, l’esclusione per motivi di onorabilità e affidabilità è rimessa all’ampia valutazione discrezionale della stazione appaltante, così come è discrezionale la valutazione di cui alle successive lettere c-bis, c-ter e c-quater (principio espresso anche in Ad. Plen., 20 agosto 2020, n. 16);

– la S.A. che procede all’ammissione alla gara di un’impresa, non ritenendo rilevanti le pregresse vicende professionali dichiarate dal concorrente, non è tenuta a esplicitare in maniera analitica le ragioni di siffatto convincimento, potendo la motivazione risultare anche implicitamente o per facta concludentia, o potendosi la stessa ricavare per relationem dall’adesione della S.A. alle argomentazioni addotte dall’interessata in sede di controdeduzioni.

In altre parole, è il provvedimento di esclusione, fondato sulla valutazione dell’esistenza di un illecito professionale e sulla qualificazione in termini di gravità tali da minare l’affidabilità del concorrente, a necessitare di un’espressa e puntuale motivazione; e non anche quello di ammissione, salvo che una pregressa vicenda professionale appaia ictu oculi di particolare rilevanza.

Sotto un distinto ma connesso profilo, il Collegio ha specificato che la S.A. conserva un’autonoma sfera di discrezionalità nel valutare i fatti che possono minare l’affidabilità degli operatori economici partecipanti alla gara, senza che possa assumere rilievo determinante la circostanza che quei medesimi fatti siano stati considerati giusta causa di esclusione da parte di un’altra stazione appaltante.

In ultima istanza, il Collegio -richiamando conformi precedenti giurisprudenziali, tra cui Cons. Stato, sez. V, 3 febbraio 2021, n. 1000- ha precisato che il partecipante ad una gara di appalto non è tenuto a dichiarare le esclusioni comminate nei suoi confronti in precedenti gare per aver dichiarato circostanze non veritiere, poiché, al di là dei provvedimenti sanzionatori spettanti all’ANAC in caso di dolo o colpa grave nel mendacio, la causa di esclusione dell’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione si riferisce – e si conclude – all’interno della procedura di gara in cui è maturata.

 

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(Consiglio di Stato, Sez. IV, 14 giugno 2022, n. 4831)

 

 

 

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