(T.a.r. Sardegna, Sez. I, 9.4.2019, n. 340)

La Prima Sezione del T.a.r. Sardegna, aderendo ad un orientamento sostanzialistico in materia di procedure ad evidenza pubblica, ha respinto il ricorso proposto dall’impresa classificatasi in seconda posizione avverso gli atti di gara, mediante i quali la Stazione Appaltante aveva disposto il soccorso istruttorio per l’integrazione della sottoscrizione dell’offerta tecnica ed economica.

Il Tribunale Amministrativo ha così motivato la decisione: “La giurisprudenza del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi, cui ha aderito anche l’ANAC (in sede di pareri di precontenzioso), non sempre è arrivata tuttavia alle rigorose conclusioni sopra esposte, ritenendo di dover escludere l’irrilevanza giuridica, e quindi l’inammissibilità, di offerte prive di sottoscrizione (o con la sottoscrizione solo di alcuni dei soggetti dell’atto) quando, in base alle circostanze concrete, l’offerta risultava con assoluta certezza riconducibile e imputabile a un determinato soggetto o operatore economico (si veda in tal senso Consiglio di Stato, sez. V, 21 novembre 2016, n. 4881). Il difetto strutturale dell’atto è stato in tali casi sostanzialmente superato alla luce della funzione dell’atto nell’ambito della procedura di gara, da individuarsi nell’interesse dell’amministrazione a non escludere un concorrente che è identificabile con certezza sulla base degli altri elementi della procedura”.

Lo stesso T.a.r. Sardegna è, dunque, pervenuto alla conclusione che “Accertato che le offerte sono, con un sufficiente grado di certezza, riferibili al costituendo RTI, è irrilevante stabilire se in relazione al difetto di sottoscrizione fosse ammissibile il soccorso istruttorio. L’art. 83, comma 9, del codice dei contratti pubblici, esclude la sanatoria di ogni irregolarità essenziale afferente all’offerta tecnica ed economica; ma nel caso in esame, tenuto conto della sicura riconducibilità delle offerte ai soggetti autori delle stesse, l’Amministrazione ha proceduto al soccorso istruttorio ai soli fini di una “regolarizzazione” delle domande proposte”.

Leggi la sentenza:

T.a.r. Sardegna, Sez. I, 9.4.2019, n. 340

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